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TITOLO: HCA:The Ugly Prince Duckling


                                                

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  • Genere: Favola
  • Editore: The Adventure Company
  • Sviluppatore: Guppyworks
  • Acquisto gioco Sito
  • Rilascio: 2007
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10 +
  • Durata: 15 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione  Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    OS: Windows® 2000/XP/Vista™ - CPU: 1.6 GHz Pentium® 4 Processore o AMD Sempron 2800+ - RAM: 512 MB - Spazio su HD: 1.4 GB - CD/DVD-ROM: 8x o superiore - DirectX®: Versione 9.0c (Inclusa) - Scheda video: 128 MB RAM Compatibile DirectX® 9.0c - Scheda video: 16-bit DirectX® 9.0c Compatibile - Input: Keyboard, Mouse

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Hans Christian Andersen è un ragazzo povero che va in città per trovare fortuna nel teatro. Una volta in città assiste al rapimento della capricciosa principessa e alla minacciosa presenza del Signore delle Tenebre che vuole impadronirsi del regno. Ora la sua missione è di liberare la principessa e salvare il regno dalle forze maligne che lo minacciano.
    Per far questo dovrà salire nella scala sociale perché i poveri non sono ammessi nei quartieri dei ricchi, perciò dovrà darsi da fare per trovare soldi ed abiti adeguati.
    Si presterà a fare favori a tutti e con un po' di aiuto dalla magia riuscirà a racimolare quello che serve per proseguire nella sua avventura.
    Come si vede la storia ha ben poco a che fare con le favole di Andersen; diciamo che ci sono degli spunti, alcuni riferimenti, qualche personaggio che le ricorda (la piccola fiammiferaia) ma non molto di più.

    IL GIOCO

    Capita a volte di terminare un gioco con grande rammarico. Non è questo il caso. Quando ho messo la parola fine a questo gioco confesso di aver provato un enorme sollievo perché ne ero proprio, veramente, profondamente annoiata ed irritata.
    Le ragioni? Un motore grafico assolutamente inefficiente e pieno di imprecisioni, una storia banale (ma questo ormai è quasi di routine nelle avventure) enigmi inconsistenti e alcune "trovate" dei grafici che ritengo del tutto inopportune. C'era proprio bisogno che per ottenere qualcosa il giovane Andersen andasse in giro a sferrare calcioni a galline, maiali o persone? Forse qualcuno lo ritiene divertente, io no.

    Grafica - Il gioco 3D in terza persona, si guida sia da mouse che da tastiera e in entrambi i casi è semplicemente un disastro.
    Lento nel caricare i salvataggi, lento nel caricare le sequenze, lento nel mostrare il cursore o l'icona quando si clicca su qualcuno o qualcosa, non si è mai sicuri se un punto è attivo o meno. Bisogna fare mille spostamenti per trovare il pixel giusto, la giusta positura perché il cursore diventi attivo. La lentezza di reazione del cursore fa sì che spesso si saltino oggetti attivi perché l'icona non appare. O meglio, non appare subito. O meglio, appare se ci si sposta di un millimetro e solo lì.
    Il personaggio deve percorrere continuamente le strade della città: si blocca perché ha davanti una persona, una gallina, un sasso, qualunque cosa lo blocca e bisogna fargli trovare un percorso che gli consenta di proseguire. Tenendo il mouse premuto, si forma una striscia di pallini gialli che indica via libera e una di pallini rossi che indica un ostacolo. Tenere il mouse perennemente premuto è una fatica che nessuno vuol fare perché dopo un po' l'indice diventa una bacchetta per cibo cinese.
    Mi è successo che mentre il personaggio parlava con qualcuno, si sono accostate altre figure che lo hanno circondato. Non c'era via d'uscita da quel cerchio. Ho dovuto aspettare che qualcuno di essi si allontanasse spontaneamente per sbloccarlo.
    Non parliamo poi di quando si deve passare da una schermata all'altra: malgrado la freccia direzionale, trovare il punto per passare è una caccia al tesoro.
    Bugs piccoli e grandi a non finire. Per uscire da un portone ho dovuto salvare il gioco e ricaricarlo. Già, perché ho notato che ad ogni caricamento, il gioco reagisce in modo diverso. Insomma, un motore grafico assolutamente penoso.
    Gli sfondi sono ben fatti, rappresentano la Copenhagen ottocentesca con gli abitanti vestiti nello stile dell'epoca. Buona definizione, attenzione ai particolari, visioni d'insieme molto gradevoli, da favola. I personaggi sono abbastanza caratterizzati graficamente. Si parla con molti: alcuni danno indizi, alcuni parlano del più e del meno, ma Andersen non parla mai. I suoi interlocutori rispondono leggendogli le domande nel pensiero.

    Sonoro - La musica di fondo è ottima. Eh già, ma si tratta di brani tratti dal Peer Gynt di Grieg o arrangiati.
    Le voci dei personaggi sono ben modulate.

    Enigmi - Appena inizia il gioco, Andersen deve entrare in città e siccome è vestito male, viene continuamente scacciato dalle guardie, poi ad un certo punto, chissà perché, può entrare. Già questo inizio è molto irritante perché sconcerta il giocatore. Che senso ha?
    Parlare di enigmi in questo gioco è davvero esagerato.
    Andersen deve andare in giro e parlare con tutti, fare dei favori per guadagnare soldi, tutto è estremamente semplice ed a portata di mano (o di piede).
    Parlare con tutti significa perdere un'infinità di tempo per i noti problemi grafici (i dialoghi non si possono saltare e questo diventa assai stucchevole quando si riprende da un gioco salvato) ma è soprattutto un'azione noiosa e ripetitiva, per nulla divertente anche perché gran parte delle persone non hanno nulla di interessante da dire. Ma noi non lo sappiamo in anticipo.
    L'inventario è costituito da pochi oggetti che non si debbono manipolare.
    C'è un macchinario dove sistemare i pianeti che può risolvere un bambino. In effetti mi sono chiesta se questo fosse davvero un gioco per bambini: no, in effetti non lo è, ma lo sembra molto.
    Qualche volta bisogna fare azioni sfuggenti ma sono estremamente facili da superare.
    Bisogna dare calci ad animali, persone e soprattutto cose, per trovare monete sparse un po' dovunque: una città fondata sull'oro, si direbbe, o dove la gente ha le tasche bucate.
    Fatte salve tutte le perdite di tempo per cercare di gestire il personaggio, il gioco si risolverebbe tranquillamente in tre , massimo quattro ore.

    Interfaccia - Anche qui gli sviluppatori hanno fatto del loro peggio.
    A destra in alto l'inventario che ruota con la rotella del mouse (pressoché ingestibile) o con il tasto Alt+Tab.
    Con il tasto "Esc" si accede al menu. I salvataggi credo siano illimitati e sono in automatico. Se si vuole caricare un gioco precedente bisogna uscire anche dal menu (exit) e partire da Start.
    Per visualizzare i documenti bisogna usare il tasto "Esc" tenendo selezionato il diario e scorrere le pagine.

    Conclusioni - Tolto un giudizio positivo sulla grafica descrittiva, per i resto se ne può fare a meno.


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    A cura di Vipera Gentile

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