LA STORIA
Senza storia; solo uno spunto iniziale per avventurarsi alla ricerca di un cristallo nero. I libri trovati nella biblioteca forniranno gli indizi e le chiavi di interpretazione per scardinare tutti i segreti di questa misteriosissima e criptica città abbandonata dove il giocatore si sentirà come Cappuccetto rosso in preda del lupo laddove il "lupo" è rappresentato dalle alchimie raffinatissime degli enigmi di Knut Mueller che ancora una volta ci stupisce con la sua contorta, lucidissima e inappuntabile logica.
Non c'è alcun nesso di continuità con i due episodi precedenti, quindi chi non li ha giocati può tranquillamente affrontare questo episodio senza perdere alcunché
IL GIOCO
Grafica - Si notano dei miglioramenti nella grafica del gioco sviluppato in Flash con risoluzione 800x600 che aumenta anche l'ampiezza visiva rispetto ai precedenti episodi sviluppati a 640x480 e gode di una migliore definizione.
Si possono ammirare scorci ambientali più curati e qualche breve animazione.
Le animazioni riguardano per lo più i personaggi, interpretati da attori che fanno sporadiche apparizioni per comunicare o chiedere qualcosa, le sequenze iniziali e finali del gioco e qualche oggetto in movimento; la definizione delle immagini in movimento soffre di sgranature, meglio definite invece le immagini statiche.
Le locazioni da visitare sono numerosissime ma solo in senso utilitaristico, cioè solo per quanto concerne la ricerca degli indizi e la soluzione degli enigmi, lasciando pochissimo spazio alla curiosità guardona del giocatore.
E' evidente che chi acquista un gioco come questo non lo fa per incantarsi a guardare i prodigi grafici delle schede di ultima generazione ma cerca altro. Ed è giusto che sia così: ciascun gioco ha delle prerogative proprie: a volte una grafica eccelsa ci pone di fronte a giochi che sono belle scatole vuote. Non è il caso di Rhem.
Sonoro - Suoni d'ambiente e rumore di fondo molto puntuali e idonei; buon doppiaggio in italiano.
Enigmi - Parlare di enigmi con Rhem è come parlare di santi in paradiso: è pieno.
Il gioco è sostanzialmente lineare, vale a dire che per accedere a certi ambienti, ad altri indizi, bisogna prima aver risolto l'enigma a monte che li sblocca.
Ciò che consiglio a chi vuole intraprendere questa lucida follia, è di munirsi di un bel blocco notes, di una matita e di crearsi man mano una pianta delle varie locazioni che va esplorando, di ogni minima cosa che vi incontra, magari facendo degli screenshots, di non trascurare assolutamente nulla.
E' tipico della serie che un enigma incontrato a metà gioco faccia riferimento a qualcosa che abbiamo visto all'inizio del gioco stesso e se non ne abbiamo preso nota, non se ne esce.
Personalmente ho impiegato quattro mesi in fasi alterne per completare la soluzione e ho ricominciato il gioco più di una volta.
Debbo dire tuttavia che riuscire a sbloccare un enigma di Rhem, per un giocatore incallito, significa provare una gratificazione che riconcilia con la vita e …. con Knut Mueller!
Interfaccia - L'interfaccia è spartana.
Vi si accede con il tasto "esc", vi si possono trovare info, opzioni (lingua e settaggi), caricamento e i salvataggi che purtroppo sono solo 18, davvero pochi per un gioco simile.
Conclusioni - Che dire? Rhem è Rhem, o lo si ama o lo si odia. Nell'uno e nell'altro caso è espressione di un livello logico-razionale mai uguagliato nel campo dell'avventura grafica.