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TITOLO: PHANTASMAGORIA 2


                                                

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  • Genere: Horror - Thrilling
  • Editore: Sierra On Line
  • Sviluppatore: Sierra On Line
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 16 +
  • Durata: 20 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione     Download
  • Stessa serie  Phantasmagoria 1
  • Patch            Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    Pentium 166 MMX - 32 MB RAM - Scheda video 2 MB - Scheda audio - CD ROM 4X - Mouse - Win 95/98/ME/2000/XP
    Consigliato: Pentium II 266 - 64 MB RAM - Scheda video 3D 4 MB

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Si tratta del secondo episodio di Phantasmagoria che tuttavia non costituisce il seguito del primo, anzi con il precedente non ha nulla in comune salvo il genere: un horror piuttosto spinto condito da scene di sesso non proprio metaforiche e da una suspence che domina dal primo all'ultimo momento del gioco.

    Mentre nel primo episodio si raccontava di una giovane coppia in una bella casa di campagna che veniva gradualmente sconvolta dalla possessione demoniaca di lui, qui il mistero ruota intorno ad un giovanotto americano, uno come tanti, che si ritrova vittima di incubi, di visioni orribili che man mano si realizzano producendo morti violente (tipo Hannibal the Cannibal, per intenderci) nella sua cerchia di lavoro.
    Nel nostro caso non saranno forze demoniache paranormali a combinare guai ma niente meno che gli alieni: gli alieni sono tra noi.
    Il ragazzo, sconvolto dagli incubi, da flashes che lo riportano ad un'infanzia crudelmente vissuta, cerca di andare a fondo della cosa e alla fine dovrà scegliere il proprio destino che sarà comunque un destino infame.
    Si dice che l'arte di Hitchcock consistesse nella sua capacità di travasare orrore nella normale vita di tutti i giorni, della gente comune, per cui ciascuno poteva identificarsi in quello che capitava ai personaggi.
    La stessa abilità la troviamo in questi giochi dove i personaggi sono quanto di più comune e banale si possa immaginare, ma fin dall'inizio cogliamo in loro e in chi li circonda, un che di ambiguo, di sfuggente, dove tutto sembra ciò che non è o non è ciò che sembra.

    IL GIOCO

    Grafica - Definire Phantasmagoria un gioco, in realtà, è piuttosto riduttivo. Come il primo episodio, anche questo è un film interattivo, recitato e doppiato da attori in carne ed ossa. L'aspetto filmico contribuisce non poco al realismo ed alla suggestione in cui resta coinvolto il giocatore: quando si inizia a giocare è difficile staccare la spina e si vorrebbe proseguire "ad libitum" per non interrompere l'atmosfera in cui ci si sente immersi.
    Dal punto di vista tecnico, possiamo dire che la qualità dei filmati è abbastanza buona. Non si sono notati rallentamenti o indecisioni durante le sequenze anche se la definizione non è naturalmente al top trattandosi di un gioco piuttosto datato.
    Il motore grafico non ha dato problemi e ha risposto ai comandi sempre con prontezza. Abbiamo provato a far girare il gioco a tutto schermo con una risoluzione bassa ma si è notato che ad un certo punto il gioco si bloccava. Riportando la risoluzione sopra gli 800x600 il gioco tornava a funzionare.
    Il filmato iniziale del gioco è sconvolgente: un paziente (il protagonista), legato ad una barella, viene sottoposto ad un trattamento di elettroshock per malati mentali. Un flash back e poi la "normalità". Il protagonista nella sua casa. E si va avanti così, tra filmati traumatici, ricordi, premonizioni, visioni orripilanti e la banale normalità di un gruppo di impiegati con qualche tendenza alla trasgressione sessuale.

    Sonoro -Un buon doppiaggio e soprattutto una convincente interpretazione degli attori, danno al giocatore l'impressione di essere lui stesso il regista del film che si va evolvendo sotto i suoi occhi. Il protagonista ha la faccia del tipico wasp americano, un ragazzone un tantino imbambolato, impiegato in un ufficio improvvisamente si trasformatosi in una macelleria, e che non riesce a darsi ragione di quello che sta accadendo a lui ed intorno a lui.
    La musica è ottima per il genere: tesa, cupa, ritmica a sottolineare gli stati d'animo e il clima di suspence che aleggia in tutto il gioco.

    Enigmi - Gli enigmi non sono difficili né è difficile reperire gli oggetti e le informazioni necessarie, tuttavia è un gioco che potremmo definire "permaloso". Infatti se non si compiono le azioni in un certo ordine, se non si parla con certi personaggi o non si clicca su qualcosa, non solo non si va avanti ma neanche si può tornare indietro e bisogna riprendere dall'ultimo salvataggio.
    L'enigma che presenta più difficoltà e, come spesso capita nei giochi, quello finale dove bisogna ripristinare i collegamenti su di un pannello elettrico. Nulla di trascendentale, ma sarà per la forma strana del pannello elettrico alieno che ci si presenta, di primo acchito è difficile capirci qualcosa.

    Interfaccia - Si presenta di tutta praticità, come è solito nei giochi di Sierra.
    Lo spostamento avviene con frecce direzionali obbligate, a sequenze fisse. Quando si passa su un punto attivo, il cursore cambia colore e l'azione avviene automaticamente.
    Per gli spostamenti c'è una mappa che si può richiamare da un'icona in basso a sinistra e gli oggetti possono essere visionati da un occhio in basso a destra.
    Trattandosi di un gioco per adulti, c'è la possibilità di inserire una password all'inizio del gioco.

    Conclusioni - Si tratta di un bel gioco, molto coinvolgente, in buon equilibrio tra la sceneggiatura e gli enigmi, i colpi di scena e la normalità. Un gioco che forse vuole suggerirci qualcosa: attenzione, in ciascuno di noi si può nascondere un alieno e non lo sappiamo...
    L'unica critica che possiamo fare agli sceneggiatori è quella di un finale un tantino banalotto, visti i presupposti. Ci si aspetta fuochi d'artificio e invece è solo un petardo. Ma è un limite perdonabile, tanto più che il gioco "pesa" assai, 5 cd, e forse un finale più smagliante avrebbe comportato l'aggiunta di un sesto disco, chissà.


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    A cura di Vipera Gentile

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