LA STORIA
Perry Rhodan è il protagonista di una serie di fumetti di fantascienza che viene pubblicata dal 1961.
Un giorno Perry ricevette un attivatore cellulare che lo rese praticamente immortale (dichiara di avere 3000 anni, mica bazzecole!) e iniziò a viaggiare nelle profondità dello spazio venendo a contatto con numerose popolazioni interstellari.
Col tempo divenne Reggente Terran, Presidente della Lega dei liberi Terran che includeva numerose popolazioni extraterrestri.
In questa avventura Perry deve entrare in azione da solo: Terran è stata attaccata da alieni sconosciuti e la sua amica Mondra Diamond, rapita.
Il suo amico Reginald Bull detto Bully, Ministro della Difesa di Terran, è partito e ha dato ordine di mettere in sicurezza il pianeta isolandolo completamente.
Perry deve dunque trovare il modo di allontanarsi dal pianeta in incognito ed esplorare altri mondi sia per cercare la sua amica, sia per scoprire cosa si nasconde dietro le trame di personaggi che vogliono imporre il loro dominio con nuove armi.
IL GIOCO
Ci sono giochi che si presentano con tutte le carte in regola: una buona grafica, una storia stimolante, un personaggio forte, un'ambientazione inusuale… insomma hanno tutto per piacere.
Il fatto è che talvolta questi giochi sono privi di "Anima" cioè freddi, tecnologicamente perfetti, ineccepibili dal punto di vista formale ma privi di quel "quid" che li fa ricordare e rimpiangere.
Esprimo qui un'opinione personalissima. La fantascienza è di per sé un terreno ostico su cui lavorare: piena ti termini astrusi, di nomi impronunciabili, di macchinari ipertecnologici, pressoché "miracolistici" agli occhi di un povero umano del XXI secolo, e questo già estrania un po' il giocatore che si sente esso stesso "alieno" in quel mondo.
Nel nostro caso Perry Rhodan va in cerca della sua donna (con cui un tempo ha avuto un figlio) rapita e non si sa se ancora viva, e viaggia per mondi alieni superando ogni difficoltà; in lui non c'è però mai pathos, nulla che "umanizzi" questa storia, che ce ne renda emotivamente partecipi. Agisce lui stesso come un robot telecomandato dal nostro mouse.
Durante il suo viaggio viene in contatto con molti personaggi il cui ruolo nella storia non è sempre ben chiaro e sembra di dover districare una matassa di cui non si trova il capo, con un finale un po' così, come dice Paolo Conte nella sua famosa canzone.
Grafica - Il gioco è un 3D reale con sfondi 3D, in terza persona, completamente guidato dal mouse in direzioni obbligate. Il personaggio si può muovere ampiamente nella schermata e le locazioni sono del tutto esplorabili.
Il primo impatto fa un'ottima impressione: una grafica molto chiara, di alta definizione a schermata piena, buona manovrabilità del cursore, ambienti disegnati con cura dei dettagli.
Il genere fantascientifico, si sa, porta con se invenzioni architettoniche fantasiose, strampalate, piene di arabeschi, guglie contorte, edifici improbabili… bene, qui nulla di tutto questo; architetture sobrie, naturalmente ricche di congegni e di strani macchinari ma niente orpelli.
Man mano che il gioco prosegue però la grafica ha delle fasi alterne: a volte gli esterni si distinguono per la visuale ad ampio raggio e l'ottima definizione altre volte quest'ultima lascia a desiderare, gli ambienti si fanno sempre più oscuri e il gioco si svolge quasi interamente in notturna, dando poco spazio all'appagamento dell'occhio.
In certi casi la visibilità è veramente scarsa e l'uso frequente di panoramiche dall'alto in ambiente poco luminoso rende persino difficile individuare dove si trova il protagonista che diventa minuscolo come una formica anoressica.
I vari personaggi non sono mai inquadrati in primo piano, lo stesso Perry possiamo vederlo solo qualche volta ripreso nell'intera persona per sapere che faccia ha; viene dato ampio spazio alle inquadrature grandangolo che riducono notevolmente la dimensione dei personaggi.
Le animazioni riguardano in prevalenza i viaggi interstellari di Rhodan e a dire la verità si è visto di meglio.
Sarebbe stata cosa ottima e giusta se gli sviluppatori avessero optato per uno spostamento rapido da un ambiente all'altro, senza farci percorrere, anche se a passo di corsa, interminabili camminamenti.
Il gioco ha funzionato correttamente salvo in un punto e cioè nel bar dell'Accademia Waringer dove, parlando con un alieno, la schermata andava ad inquadrare tutt'altro.
Sonoro - La musica di fondo è un tantino cupa ma si adatta all'atmosfera del gioco che non è certo gioiosa.
Il gioco è doppiato in inglese e sottotitolato in italiano. I sottotitoli, quando sono brevi, diciamo di una riga, scappano via troppo in fretta e non si ha tempo di leggerli fino in fondo.
Rumori di fondo costanti e ben dosati.
Enigmi - Gli enigmi sono praticamente quasi tutti interattivi: si tratta cioè di trovare oggetti che servono a risolvere I vari problemi in cui Perry si va a cacciare. Si tratta nella gran parte dei casi di "come entrare" o "come uscire" da un certo luogo.
Non sono semplici, anche perché se si omette di raccogliere qualcosa ci si trova nei pasticci.
A questo proposito desidero elevare una protesta verso quegli sviluppatori che creano enigmi "invisibili" e mi spiego.
Fanno vedere un congegno da lontano. Piccolo. Su questo congegno bisogna interagire per metterlo in funzione (mi riferisco ad es. al motore della piattaforma che scende nella miniera, per chi farà il gioco).
Trovo tutto il necessario di quello che Perry chiede per far funzionare l'aggeggio e lo clicco sul macchinario ma non succede niente. Il fatto è che non si sa dove usare gli oggetti: il cursore si attiva in alcuni punti ma non sai dove vai ad interagire perché l'oggetto dell'enigma è praticamente invisibile, così come a volte sono invisibili gli oggetti da prendere.
E' vero, c'è il tasto "S" per scannerizzare lo schermo e vedere i punti attivi che però restano visibili (si fa per dire) solo pochi secondi e poi scompaiono. Allora è preferibile cercarseli da soli.
Non resta che affidarsi al caso, provare e riprovare fino a trovare il punto preciso su cui, per altro, si era già cliccato una decina di volte. Una volta funziona!
Ecco, trovo questa una grossa pecca nei giochi: l'enigma deve essere chiaro, in primo piano e permettere al giocatore di capire quello che fa e dove farlo senza affidarsi al caso.
Interfaccia - Il gioco è un punta-e-clicca con ausilio della tastiera.
Per il menu principale si usa il tasto "esc". Si può salvare personalmente o in automatico premendo il tasto F5 e il tasto F8 per richiamarlo.
Purtroppo però gli slot di salvataggio sono solo 7 e sarebbe interessante conoscere il perché di tanta penuria.
L'inventario è alla base della schermata e gli oggetti vengono eliminati man mano che si va avanti per fare posto ai nuovi perché non c'è scorrimento.
Con il tasto "S" si fa lo scanner della schermata per vedere i punti sensibili che restano visibili però solo due o tre secondi.
Conclusioni - E' un gioco che ha dei meriti obbiettivi quali la complessità, l'abbondanza di interattività e di enigmi, una buona grafica nel complesso, una durata più che ragionevole e pur con delle riserve sullo sviluppo della storia, vale la pena di accattarlo, se amate la fantascienza.