LA STORIA
Al termine di una ricerca sul progetto Ceres, due dei ricercatori Liath e Max, si prendono una vacanza in campeggio.
Siamo nel 2066, lo strato dell'ozono è scomparso (vorrei sottolineare che questo gioco è del 1996, quando ancora quasi non se ne parlava!) e Ceres dovrebbe purificare l'atmosfera del pianeta facendo tornare la vita anche dove è scomparsa. Il timore è che questo sofisticatissimo satellite prenda il sopravvento sul controllo dell'uomo.
Max scompare misteriosamente e dalle tracce che lascia sul proprio PDA, Liath capisce che la grande roccia di Ossidiana che sta crescendo a dismisura vicino al campeggio, ha qualcosa a che fare con la sparizione.
Da qui inizia l'avventura di Liath, colei che dovrà affrontare questi mondi fantastici per trovare le tracce dell'amico scomparso.
Penso che più che una storia o una trama (che non c'è), gli autori abbiano voluto proporre una riflessione filosofica sul "Dove stiamo andando" giocando sulle implicazioni che emergono nel corso dell'avventura, sui pericoli insiti nella tecnologia estrema che rischia di sfuggire dalle mani degli uomini.
IL GIOCO
Grafica - Il gioco è un punta e clicca in prima persona, l'avanzamento avviene tramite frecce direzionali con una visuale a 360° 3D.
Questa grafica si può definire straordinaria per l'epoca in cui fu sviluppato il gioco: scenari incredibilmente complessi costituiti da interni cupi con ambienti che vanno da un mondo vetero industriale mastodontico ad un mondo burocratico di anonima efficienza, da cupe cattedrali dedicate a molossi pietrificati ad esterni luminosi e apparentemente sereni, ma deserti e sottilmente inquietanti.
Il mondo della burocrazia lascia inizialmente sconcertati per la sua bizzarra ideazione: l'interno di un cubo i cui lati e il soffitto diventano pavimento quando vi si accede, con un salto di prospettiva repentino che in un primo momento spiazza il giocatore.
Non si trovano personaggi perché il gioco si svolge interamente in solitaria, però le animazioni sono frequentissime.
Gli spostamenti, ad esempio, avvengono per mezzo di lunghissime carrellate dell'obiettivo che ci trasporta quasi in volo da un punto all'altro. Questo spiega anche i 5 CD di cui il gioco è costituito.
Il Quick time fa bene il proprio lavoro e giocando con un PC superiore alla configurazione consigliata, le animazioni scivolano via che è una bellezza.
Tuttavia i pixel si vedono a profusione durante il movimento, ma la datazione del gioco giustifica ampiamente questa particolarità. Ciò che invece risulta meno gradevole è la scarsa visibilità degli interni, spesso troppo bui e poco definiti. Un peccato perché una maggiore luminosità permetterebbe di goderne appieno anche i particolari di tant5o sforzo creaqtivo.
Il gioco non ha presentato problemi di funzionamento dimostrando un'ottima stabilità. L'unica noia è il cambio, anche se non frequentissimo, di CD.
Sonoro - Ottimo il sottofondo musicale con brani originali ed orecchiabili che variano col variare degli ambienti. Ottimo il doppiaggio e i rumori; l'unico neo che si può ascrivere a questo proposito è che in certi momenti, anche mettendone il volume al minimo, la musica e i rumori sovrastano il parlato che diventa così incomprensibile.
Enigmi - Come dire? Ottimi ed abbondanti.
Il gioco, dopo una iniziale fase "burocratica" che non manca di un certo umorismo autoironico, ci introduce nei vari settori in cui dobbiamo procurare le "offerte" alla Macchina: Aria, Fuoco, Metallo, Petrolio. In questi settori dovremo risolvere enigmi attinenti agli elementi cercati.
Enigmi non facili ma molto interessanti e divertenti, vari e originali, del tutto logici e aderenti al gioco. Alcuni di essi richiedono anche una certa destrezza manuale, ma anche se inizialmente fanno scappare la pazienza, prendendoci la mano con qualche esercizio si possono superare.
La soluzione è genericamente lineare in quanto se non di risolvono taluni enigmi non si può procedere, tuttavia c'è una certa libertà di azione; ad esempio le varie zone degli elementi si possono risolvere nell'ordine che si vuole e una volta risolte sono disattivate.
Non c'è inventario, in tutto il gioco si raccolgono solo un paio di oggetti che poi si collocano automaticamente.
Gli indizi si trovano contestualmente agli enigmi, non c'è un lavoro di ricerca, quanto piuttosto un lavoro di interpretazione e di logica.
Anche qui, come in molti giochi, l'enigma finale è il più stressante.
Interfaccia - Semplice ed efficace. Il gioco si gestisce interamente da mouse mentre all'interfaccia si accede con il tasto "Esc" dove si trova il menu generale; i salvataggi avvengono in Windows, quindi sono illimitati.
Conclusioni - Un gioco veramente bello che gli amanti dell'avventura non possono non avere nel loro archivio collocandolo tra i classici da conservare gelosamente.