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TITOLO: LA LEGGENDA DEL PROFETA E DELL'ASSASSINO


                                                

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  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Wanadoo Edition
  • Sviluppatore: Arxel Tribe
  • Rilascio: 2000
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20-25 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione  Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    Win 98/2000/ME/XP - Pentium III 300 MHZ - RAM 64 MB - - CDROM 12X - Scheda video compatibile DirectX 8 - Scheda audio compatibile Sound Blaster

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Alcuni anni or sono uscì un gioco, Pilgrim, ambientato nel Medio Evo, scritto dallo stesso Coelho, avente per protagonista Simone de Lancrois, un cavaliere il cui sogno era quello di fondare una città ideale, dove regnasse la pace e la fratellanza delle genti: Jebus.
    "La leggenda del profeta e dell'assassino" si può considerare in un buona sostanza, la continuazione di quella storia.
    Nessun periodo come il Medio Evo si presta all'invenzione di storie fantastiche, leggendarie e prodigiose; l'epopea delle crociate ha dato vita a veri e propri romanzi epici, fondamentali per la letteratura europea.
    Accadeva che molti crociati partivano per la Terra santa più per spirito d'avventura o in cerca di fortuna che spinti da spirito religioso. Una volta compreso il fallimento della spedizione, si davano spesso al brigantaggio formando bande o piccoli eserciti che miravano alla conquista di un feudo personale.
    Tancrède de Nerac, cavaliere dell'Ordine Templare, è uno di questi; abbandonato l'Ordine, ha assunto il nome di Al Sayf, temuto da tutti per la sua fama di spietato assassino, di stratega e di conquistatore. Ma dopo tanti anni di nomade brigantaggio ha una crisi di coscienza e decide di cercare la mitica città di Jebus per cambiare la propria vita.
    Dopo cinque anni di ricerche arriva alle mura della città e qui inizia il gioco.
    "Sappi, o viandante, che dietro queste mura c'è un ossario spaventoso..." questa scritta è un preludio a ciò che lo attende dentro le mura. Quale il suo sconforto nel trovare una città deserta, completamente in rovina! Entrando nelle case, toccando gli oggetti, sente le voci delle persone che le hanno abitate, sente il dolore, lo sconforto e la disperazione.
    Viene a sapere che lo stesso Simone è artefice di tale desolazione e, costernato da questa scoperta, parte per cercarlo e vendicarsi della delusione subita e per scoprire il istero della sorte di Jebus.
    Una storia densa di riferimenti culturali e storici, trattata in modo fantastico, tra sogno e realtà.

    IL GIOCO

    Grafica - Il gioco ha una grafica 3D con visione a 360°. L'avanzamento punta e clicca cambia scena per quadri. Nelle varie scene che si presentano è possibile osservare l'ambiente intorno, in alto, in basso, ma più che raccogliere qualche oggetto quando il gioco lo consente, non si può.
    Il giocatore entra in locazioni statiche con le quali non può interagire. Può, da queste, esplorarne altre, finendo dove il gioco lo conduce, altro non può fare.
    Il motore grafico è abbastanza fluido salvo qualche capriccio nelle inquadrature più ravvicinate dove si verificano degli scatti e delle incongruenze. Ad esempio, se si vuole andare in un certo punto dell'inquadratura è necessario cliccare in un altro punto piuttosto lontano dall'oggetto che desideriamo inquadrare da vicino. Una particolarità piuttosto fastidiosa che non rende agevole l'azione del giocatore.
    La definizione è buona nelle panoramiche ma non lo è altrettanto nell'effetto zoom dove i contorni degli oggetti sono alquanto sgranati.
    I colori sono caldi con una prevalenza del marrone in tutte le sue gradazioni, il che non vivacizza molto gli effetti grafici anche se forse (il dubbio è di rigore) è un effetto voluto per dare un'impronta più sfumata e trasognata all'intero gioco.
    Nell'insieme l'ambientazione riesce a dare una certa suggestione, a fare entrare il giocatore nello spirito del gioco come ad esempio quando si entra nella desolazione della città di Jebus, luminosa ed ombrosa nello stesso tempo, dove l'effetto tagliente del sole del deserto su luci ed ombre è reso molto bene.
    Le animazioni sono relativamente poche. Il gioco avviene in prima persona e durante l'esecuzione vi sono rari effetti di animazione di modesto livello mentre di migliore qualità si presentano i filmati veri e propri in cui l'azione è interdetta.
    I personaggi si muovono come pupazzi snodati, hanno tuttavia una loro caratteristica che ne evidenzia la personalità specie nel dialogo e nell'abbigliamento.

    Sonoro -Il doppiaggio in italiano è molto buono. I rumori di fondo non sono molti, la musica di sottofondo non c'è.

    Enigmi - In quanto agli enigmi, quasi tutti derivano dall'uso degli oggetti nell'inventario e soprattutto nel cercare e trovare oggetti anche minuscoli tra una miriade di altri oggetti sparpagliati in giro. Diciamo in prevalenza enigmi "meccanici", ma ce ne sono anche alcuni in cui bisogna far ricorso alla logica e ad un pizzico di inventiva.
    Alcuni enigmi ci sono sembrati, a dire la verità, poco comprensibili o addirittura "ingiusti". Ad esempio, nella città di Jebus, il protagonista tira una sassata ad un povero operaio che se ne sta per i fatti suoi su un'impalcatura e quando quello si risente e cerca di liberarsi dell'intruso prepotente (che saremmo noi) noi dobbiamo anche attivarci per far fuori la povera vittima. E poi qualcuno spieghi la logica di un secchio saltella davanti a noi e se non tagliamo subito la corda con la spada, addio, si muore. Ed è logico costringere il giocatore a fare un lungo e pericoloso percorso per due volte al fine di svegliare un povero vecchio con una secchiata d'acqua? O non è un espediente per allungare il brodo? Insomma, certi enigmi appaiono piuttosto pretestuosi e poco congrui.
    In questo gioco si muore spesso e volentieri e non c'è neppure il pietoso soccorso di ricominciare l'azione da dove si è interrotta: bisogna riprendere inesorabilmente dall'ultimo salvataggio.

    Interfaccia - E' abbastanza intuitiva: come abbiamo detto l'avanzamento avviene tramite punta e clicca con cursore animato che cambia aspetto a seconda dell'azione da compiere. L'inventario si richiama con il tasto destro del mouse e si possono unire tra loro gli oggetti.

    Conclusioni - Un gioco che per la bella e suggestiva storia aveva delle potenzialità ottime ma che è stato realizzato in modo non proprio ottimale.


    FORUM DI PUNTAECLICCA.IT

    A cura di Vipera Gentile

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