LA STORIA
Bridget Brightstone, detective della polizia di New York, è in vacanza quando riceve dal suo capo l'incarico di recarsi in Francia, al Bellevue Hotel, per indagare sulla misteriosa scomparsa di un gioiello.
Il Bellevue è un antico castello ristrutturato come hotel e come tutti i castelli che si rispettino, ha la sua dotazione di fantasmi; infatti durante la notte, un fantasma vaga nei corridoi e Bridget naturalmente lo segue, scoprendo così che quelle mura nascondono ancestrali segreti.
L'indagine procede tra fantasmi, apparizioni, passaggi segreti, riti esoterici, presenze demoniache, loschi figuri e quant'altro.
Quel "quant'altro" comprende Re Artù, Cleopatra e Marcantonio (Mark Antony nel gioco!) ed altri spiriti inquieti.
La cosa più difficile è definire il genere, di questo gioco: fantasy, giallo, mystery? Di certo è un'insalata russa di tutto questo, infilato a pezzetti in una storia banale per "speziarla" di tanti sapori senza che alcuno di essi abbia un vero rilievo o le dia un senso compiuto.
IL GIOCO
Si può acquistare online all'indirizzo del sito in due versioni: "Collector's edition" che comprende anche bonus e una guida al gioco (19,95 €) oppure "Standard edition" che comprende solo il gioco (9,95 €).
Grafica - La grafica 3D ricalca molto molto da vicino quella di "Legend of Crystal Valley" degli stessi sviluppatori.
Il personaggio femminile è la gemella separata alla nascita della protagonista di quel gioco, lo stile grafico è il medesimo.
Gli sfondi sono ben disegnati, ricchi di particolari e gradevoli a vedersi anche se assolutamente statici. Come dicevo, il gioco è breve quindi non ci sono molti luoghi da visitare e più o meno si vaga sempre negli stessi.
Sui personaggi non c'è molto da dire: sono comparse dialoganti, senza caratterizzazione, quasi sempre immobili ed inespressivi.
I movimenti sono impacciati e legnosi, privi di plasticità.
Le animazioni sono due o tre, brevi e poco significative.
Una grafica quindi, abbastanza accurata negli sfondi ma molto carente nelle animazioni 3D.
Sonoro - Il gioco è sottotitolato (in inglese) e il doppiaggio interviene solo durante le brevi animazioni: strano ma vero.
La musica di fondo è gradevole e non infastidisce anche perché per lunghi tratti scompare.
Di rumori d'ambiente poco e nulla.
Enigmi - Il gioco si potrebbe quasi considerare un puzzle-game perché ci sono molti enigmi da risolvere.
Nulla di particolarmente complicato, anzi, direi che sembra un gioco fatto per introdurre i principianti alle adventure games.
La soluzione è rigorosamente lineare; ci sono poche locazioni da visitare, pochi oggetti da raccogliere, il tutto segnalato molto vistosamente dal cursore, e quasi tutti gli oggetti si usano nello stesso posto in cui si trovano.
Come usare gli oggetti è del tutto intuibile, quasi ovvio.
Per quanto riguarda gli enigmi, ce ne sono alcuni basati su indizi, altri sono minigames assolutamente accessibili e poi c'è un labirinto che non farà ingrullire neppure chi li detesta.
Il gioco, oltretutto, è generoso di aiuti, quindi è davvero difficile restare bloccati.
Interfaccia - Il gioco si governa interamente da mouse.
Con il tasto sinistro si procede e si prendono o si guardano gli oggetti; il cursore si trasforma in mano e lente per scegliere l'azione.
Con "Invio" appaiono gli hotspot.
Cliccando ripetutamente il tasto sinistro si possono affrettare le conversazioni.
Per accelerare i percorsi (dove si è già stati) si clicca due volte rapidamente l'uscita dallo schermo.
Il menu si richiama con il tasto "Esc", i salvataggi sono illimitati.
Conclusioni - Una breve avventura dalla quale non si può pretendere che un breve divertimento ricco di semplici enigmi e con una grafica senza pretese.