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TITOLO: ATLANTIS 4 - Evolution


                                                

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  • Genere: Avventura fantasy
  • Editore: Virgin Interactive
  • Sviluppatore: Atlantis Interactive Entret.
  • Acquisto online  Adventure Game Shop
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 3D P& C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 15-20 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Soluzione         Download
  • Stessa serie      The lost tales
  • Stessa serie      Beyond Atlantis
  • Stessa serie      Il nuovo mondo
  • Stessa serie      L'eredità sacra
  • Salvataggi        Download
  • Requisiti minimi richiesti:
    S.O: Windows 98/ME/2000/XP - CPU: 850 MHz Pentium III o Equivalente (1 GHz o superiore raccomandato) - Ram: 64 MB (128 MB Raccomandato) - CD-ROM: 24x (32x Raccomandato) - Scheda video: 32 MB DirectX 8.0 3D Scheda video Compatibile (o superiore) - Scheda audio: DirectSound Compatibile - 4.0 GB su HD

  • Recensione di Aspide Gioconda

    LA STORIA

    Anno 1904: Curtis Hewitt è un giovane fotografo-avventuriero, reduce da un viaggio in Patagonia, imbarcato sulla nave che lo riporterà a casa.
    Nei pressi delle Bahamas un improvviso fortunale fa naufragare la nave e Curtis si ritrova nel bel mezzo di un vortice marino che lo risucchia con tutta la barca.
    Ne esce vivo e si ritrova in un mare piatto e tranquillo, ma proprio quando pensa di averla scampata, ecco che viene risucchiato da qualcosa di ben più misterioso: un'aeronave lo cattura e da questo momento verrà a contatto con la strana gente di Atlantis. Incontrerà un popolo condizionato, succubo e sottomesso da divinità spietate e feroci che lo controllano costantemente attraverso i guardiani implacabili e pian piano capirà che se vuole salvare se stesso e ritornare alla propria civiltà, dovrà prima liberare quel popolo.
    Per fare questo dovrà difendersi dai guardiani perché lui è un estraneo, non condizionato , quindi un pericolo per la comunità. Dovrà sfuggire alla cattura e risolvere molti problemi, tutti ostacoli che potrà superare grazie all'aiuto di un piccolo gruppo di ribelli non condizionati.

    IL GIOCO

    Conosciamo la trilogia di Atlantis come una serie di successo meritato, in cui gli sviluppatori hanno realizzato progressivi miglioramenti. Questo episodio, di una grafica smagliante, non supera né eguaglia però, le atmosfere e gli enigmi dei suoi predecessori.

    Grafica- La grafica ha un buon impatto visivo, con un'alta definizione, animazioni ad effetto (molto bella quella iniziale con la tempesta e il naufragio) una grande cura dei particolari, scenari di foreste lussureggianti e di interni fra il surreale e il kitsch che però rendono bene le velleità di una casta superba e pretenziosa come quella del pantheon di Atlantide.
    I paesaggi sono vari, elaborati e colorati, si possono osservare a 360° in ogni direzione ma, dobbiamo dirlo, non originalissimi e nel percorrerli si ha talvolta una sensazione di deja-vu. Meno soddisfacente il movimento dei personaggi.
    Il gioco si svolge in prima persona ma con frequenti inquadrature del protagonista specie quando parla o interagisce con altri. Le espressioni del viso sono a volte non coerenti con le parole dette; il sincronismo del parlato è molto, troppo approssimativo: spesso le labbra si muovono quando parlano altri o sono chiuse quando dovrebbero muoversi.
    I caratteri fisici in certi casi sono esageratamente marcati. Ad esempio il protagonista ha un setto nasale ed una mascella prominenti per sottolinearne la virile mascolinità, e in talune inquadrature non ha nulla da invidiare ad Elephant man; la perfida Enna è la gemella separata alla nascita della matrigna di Cenerentola e le sorelle Sama e Kama sono le repliche esatte di Genoveffa ed Anastasia.
    Insomma, da una parte personaggi reali, contadini sofferenti e sottomessi, ribelli in clandestinità che combattono per la libertà, dall'altra personaggi troppo caricaturali e fiabeschi per essere credibili.

    Sonoro - Idonei e costanti i rumori di fondo; la musica varia nei diversi momenti, dalla techno a melodie fluttuanti ed è una buona e discreta compagnia nel gioco ma alcune assenze in fatto di rumori si fanno… sentire. Nel senso che in alcune azioni ci si aspetta un rumore che non c'è e si nota.
    I dialoghi sono a volte incongrui e mi spiego; in tanto dramma, il protagonista sfoggia a volte uno humor scanzonato che stride con la realtà contingente. Alcune battute sono fuori tempo e fuori luogo, non si sa rivolte a chi. Le domande rivolte ai vari personaggi sono spesso ripetitive, inopportune o nient'affatto utili al gioco e danno l'idea di essere state inserite un po' a casaccio.

    Enigmi - Nel corso di questa avventura, udite udite, sono stati inseriti dei giochini 2D arcade, di abilità e da tavolo. Vi si ritrova il vecchio "Sokoban" (l'omino che deve trasportare le casse al loro posto e che tanti nervi ha fatto saltare negli anni '80) il gioco della Torre di Hanoi, un combattimento aereo davvero snervante, il gioco del topo che deve entrare nel buco, il gioco delle linee che non si debbono incrociare… insomma, tutta roba nuova, non c'è che dire. Sembra di essere ritornati ai giochetti DOS con il 386. Un innesto assurdo in un gioco dalla grafica smagliante e, non foss'altro che per questo, viene da chiedersi, con la famosa espressione di "dipietresca" memoria: "Ma che c'azzecca?" Già, che c'azzeccano giochini cretini che vanno dal banale all'esasperante, che fanno venire solo voglia di piantare lì tutto e andarsi a fare una passeggiata?
    Non sarebbe stato meglio inventare qualche enigma, magari più complesso, "saporito", più articolato, più elaborato, che impegnasse mentalmente il giocatore? Si è scelta la soluzione più semplice ma che, francamente, declassa il gioco, anche considerato che le avventure grafiche vengono acquistate da persone che navigano in una fascia d'età che va dai 20 ai 70 anni.
    Veniamo agli enigmi. In verità di enigmi veri e propri ce ne sono pochi. Gli oggetti raccolti in inventario sono un numero minimo e il loro uso è assolutamente lapalissiano. Il percorso del gioco è lineare, per cui la maggiore difficoltà consiste: a) nel nascondersi per non farsi prendere dalle guardie b) nel trovare, in certi punti come la foresta, la strada per arrivare dove si deve c) nel cercare per ogni dove i pochi oggetti che si possono raccogliere e che non sono facilmente visibili d) nell'esaurire tutti i dialoghi attraverso i quali si attivano delle possibilità di avanzamento.
    Il gioco consente di andare dovunque, perciò frugare in tutti i posti significa percorrere e ripercorrere tante volte le stesse strade, farsi uccidere dai guardiani e ricominciare daccapo.
    Per fortuna si riprende automaticamente l'azione fallita senza ricorrere all'ultimo salvataggio, ma è ugualmente frustrante ripetere tante e tante volte la stessa azione.
    Tuttavia, una volta entrati nel meccanismo del gioco, non è affatto difficile risolverlo proprio perché non vi sono ostacoli davvero ostici, è solo questione di tempo e di perseveranza, più che di intelligenza.

    Interfaccia - L'avanzamento è punta-e-clicca e l'interfaccia si gestisce tutta dal mouse: clic tasto destro si apre l'inventario,clic tasto sinistro si prende l'oggetto, clic tasto destro si apre l'inventario, clic tasto sinistro si depone l'oggetto nell'inventario, clic tasto destro, si chiude l'inventario. Qualche clic di troppo, non vi pare? Il cursore è attivo e si trasforma quando passa su un punto sensibile o su un oggetto da prendere. Con il tasto "esc" si accede al menu che, per essere originale, lo è, anche troppo. Infatti all'inizio si resta perplessi alla vista di una serie di geroglifici atlantiani, poi si scopre che passandoci sopra con il mouse rivelano l'arcano. Ma non era più semplice scriverci "salva", "carica" ecc…?
    I salvataggi sono automatici ed illimitati e c'è la possibilità multiplayer con salvataggi differenziati.

    Conclusioni: - In conclusione, il gioco si fa apprezzare per certi aspetti ma dispiace che una bella storia dagli spunti interessanti e una bella grafica non abbiano trovato valido supporto in ciò che costituisce, a conti fatti, l'anima di un bel gioco d'avventura: la giusta atmosfera e gli enigmi intriganti.


    FORUM DI PUNTAECLICCA.IT

    A cura di Vipera Gentile

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