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Storia - Siamo a New York, dove un'agente dell'FBI viene ucciso. Dopo il ritrovamento di altri cadaveri, a cui viene tolto il cuore con un antico pugnale inca e una successiva serie di fatti, Nicole Bonnet dovrà muoversi in un intrico di indizi che la porteranno dai quartieri malfamati della città fino a Cuzco (Perù) e nella foresta amazzonica.
Ciò che pare incomprensibile è il legame tra vittime tanto diverse tra loro, che si svelerà nel corso dell'indagine, fino a portarci ad un finale sorprendente, seppur sensato.
Inutile avanzare nella trama che toglierebbe il gusto al gioco, ma i colpi di scena ci sono e fino alla fine non sapremo chi è l'assassino, come nei migliori romanzi.
Grafica - Si gioca in terza persona, con personaggi 3D e grafica 2D prerenderizzata.
Le ambientazioni sono curatissime e i filmati intermedi di discreta qualità. I particolari degli esterni sono sorprendenti : le foglie che si muovono sugli alberi, le nuvole in cielo e le ombre proiettate, ad esempio, sono di quanto più realistico si possa ottenere, così come estremamente naturale risulta ogni movimento.
L'atmosfera ricorda indiscutibilmente Still Life , anche se alcune scene in Perù mi hanno ricordato anche la saga di Syberia; e pure il personaggio femminile pare riassumerli entrambi - nelle fattezze, se non nel carattere.
Sonoro - La musica è originale e sottolinea perfettamente sia i momenti più dark, che quelli più leggeri, senza mai essere troppo invasiva.
Anche gli effetti sonori sono realistici e ben sincronizzati; ho notato solo qualche omissione di voce in alcuni oggetti osservati ( ma c'è il testo descrittivo)
Enigmi - Se si cercano gli enigmi con la E maiuscola, qui ci si trova un po' delusi : sono pochi e piuttosto semplici, a parte uno che vi può anche far morire( riportandovi all'autosave ), ma che in realtà è solo un gioco di pazienza.
Direi che questa è l'unica vera mancanza, ma nel bilancio totale passa in secondo piano. In ogni locazione si arriva facilmente a capire che fare, quindi sconsiglio anche l'uso dell'aiuto, che farebbe solo finire prima un gioco che merita invece tutta l'attenzione.
Interfaccia - E' un classico punta e clicca, con l'uso totale del mouse.
Gli spostamenti da un luogo all'altro sono con l'uso di una mappa e rappresentati da fotografie sulle quali basta cliccare per arrivare a destinazione.
L'uso dell'inventario è piuttosto semplice; unico consiglio è quello di cliccare su ogni oggetto preso, per notare cos'è in dettaglio o vederne eventuali sviluppi; gli oggetti non si possono ingrandire, ma ogni nota rilevante va nel PDA che avete a disposizione in basso a destra - lo stesso che vi dà l'opportunità di fare telefonate, leggere i messaggi in arrivo, fare foto.
Il cursore cambia forma nelle immediate vicinanze degli oggetti con cui è possibile interagire e una breve descrizione testuale che appare nella parte superiore dello schermo, ne facilita l'identificazione.
Come avevamo già trovato anche in Tunguska, c'è una possibilità di aiuto a richiesta: cliccando sulla lente dell'interfaccia o premendo la barra spaziatrice, sulla schermata appaiono gli hotspot in cui è possibile interagire.
Conclusioni - Siamo in presenza finalmente di un bel gioco, e completo da tutti i punti di vista. E' sicuramente lineare, anche troppo semplice qualcuno dirà, ma assolutamente godibile ; quel che cattura il giocatore è una giusta ed equilibrata combinazione fra tutti gli elementi che fanno di un gioco un buon motivo per tenervi incollati allo schermo.
Da tempo non si trovava un titolo che potesse unire tutti gli appassionati di avventure grafiche - contrapposti solitamente da generi tanto diversi tra loro - e così come ci si trovò uniti nella considerazione di Still Life o di Syberia, appaganti sotto tanti aspetti, anche qui a mio parere si ricreerà un'altra occasione di accordo.
Un applauso ai ragazzi di Varsavia!